giovedì 16 febbraio 2012

 
S.M. RE GIORGIO ED I COSTI DEL QUIRINALE

Molti sostengono che il popolo non scelse proprio un bel niente e adducono l'esito delle votazioni a brogli elettorali, ma questa è un'altra lunga storia. Ora come ora poco importa di quel risultato, dato che la reggia c'è e il suo Re pure. Re Giorgio I, infatti, come tutti i suoi predecessori, non è stato eletto dal popolo, bensì dalla corte, quella parla...mentare; la Costituzione ha stabilito il ruolo del “Re civile”, che di simbolico ha ben poco, in modo labile, così da poter diventare oggetto di interpretazioni restrittive o estensive delle sue poco chiare funzioni.
Capirete già che tipo di interpretazione possa aver fatto l'attuale sovrano rispetto alla propria posizione; “il re regna, ma non governa”, però quanto diamine ci costa? Sua Altezza ieri ha fatto trapelare un comunicato per tutto il regno: “ Il Quirinale risparmia e il suo costo tornerà ad essere quello del 2008, cioè 245 milioni di euro l'anno!” Dove sono i tagli? Dov'è il risparmio?
L'unica rinuncia fatta dal troneggiante Napolitano è quella di aumentare ulteriormente le spese di corte, ci mancherebbe altro! La Corona inglese, quella si simbolo e tradizione di un Paese, costa quattro volte di meno della reggia italiana, l'Eliseo con il suo presidente,(i furbi transalpini hanno fuso “Monti e Napolitano” in un unico ruolo), costano tre volte meno; per non parlare dei sobrissimi tedeschi, la cui corte costa dieci volte meno che la nostra.
Secondo Il Giornale un rapporto che risale al 2000, metteva a confronto il Quirinale con alcuni equivalenti europei, con risultati a dir poco vergognosi: “ Il solo gabinetto del Segretario generale era composto da 63 persone. Il servizio tenute giardini da 115, 59 gli artigiani impegnati nella manutenzione dei palazzi: tra di loro 6 restauratrici di arazzi, 30 operai, 6 tappezzieri, 2 orologiai, 3 ebanisti e due doratori.”
La ben più simbolica e monumentale reggia di Buckingham Palace possiede soli 15 operai alle sue dipendenza, e non crolla mica in mille pezzi!
Certo con il senno di poi è sempre facile sentenziare, tuttavia una pur simbolica ma, forse, più sobria monarchia ci avrebbe risparmiato “ lacrime e sangue”

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